Riporto integralmente un articolo apparso il 9 giugno 2010 sul quotidiano LA STAMPA; riguarda il progetto di installazione di una centrale di terza generazione EPR a Olkiluoto in Finlandia …… vedete un pò come stanno le cose e provate a fare le dovute proporzione con i tempi biblici che abbiamo in italia per fare grandi opere, CRICCA PARASSITA a parte.
DOMENICO QUIRICO CORRISPONDENTE DA PARIGI
Doveva entrare in funzione lo scorso anno; se tutto va bene, ma il se bisogna scriverlo con la maiuscola, succedera’ nel 2013, quattro anni di ritardo. Ma in Finlandia non fanno piu’ previsioni: l’energia eletttrica prodotta dalla maledetta centrale atomica di Olkiluoto 3 sembra diventata un sogno, o meglio un incubo. Ultimo rinvio, sei mesi. Le cifre di questo imbarazzante falansterio del nucleare di nuova generazione sono tutte da record negativo. Il costo iniziale di costruzione era di 3 miliardi di euro. AREVA, il colosso francese e’ gia’ in rosso supplementare di 2,3 miliardi. Il quotidiano econonico Les Echos ieri ha annunciato che nel primo semestre le previsioni di costi aggiuntivi sono salite tra i 300 e i 450 milioni. E’ una vicenda che l’Italia dovrebbe seguire con attenzione. Il reattore commissionato dai FINLANDESI appartiene infatti al modello di terza generazione EPR, il gioiello con cui AREVA intende nuclearizzare civilmente il pianeta. Dovrebbe essere fornito all’Italia quando gli accordi di cooperazione con la Francia per riattivare questa forma di energia diventeranno operativi. C’e’ evidentemente abbastanza per preoccuparsi. AREVA nella sua Iliade finlandese sembra dare vistosi segnali di debolezza realizzativa. E sono sorti molti dubbi sulla sicurezza che hanno imposto correzioni e controlli. L’ultimo rinvio non riguarda piu’ la messa in attivita’ ma il cambiamento di combustibile nel cuore del reattore. L’autorita’ di controllo che opera per conto del committente, l’azienda elettrica finlandese TVO, ha chiesto importanti modifiche al sistema di guida della centrale considerato poco sicuro. Le relazioni con l’azienda francese sono burrascose, ci si parla ormai per avvocati e esperti, su una cosa sola sono entrambi d’accordo: la necessita’ di un arbitrato indipendente per gli innumerevoli temi in contestazione. Uno in particolare: fissare l’ammontare delle compensazioni per il ritardo. I mugugni si sono trasferiti anche in Francia dove gli avversari di Anne Lauvergeon, manager di AREVA, data da mesi sulla via del licenziamento, trovano validi motivi di conforto. In particolare si rimprovera a «miss Atomo» di aver deciso di fare da sola, di assumere anche l’appalto per la costruzione della centrale e non per la sola fornitura del reattore. La Lauvergeon comunque non alza bandiera bianca; e sarebbe riuscita a disinnescare le impazienze perfino del presidente Sarkozy. Ma la decisione dell’aumento di capitale e’ stata rinviata: i nuovi investitori servono per trovare i 10 miliardi di euro necessari per lo sfruttamento di nuove miniere di uranio e per il trattamento delle scorie. Il nucleare si scontra con il problema dei costi e delle difficolta’ tecniche non solo in Finlandia. A Cadarache nel centro atomico dove dovrebbe essere realizzato il reattore a fusione nucleare ITER (destinato, se non si dimostrera’ una chimera come molti suppongono, a rivoluzionare il settore) l’esplosione dei costi e’ ancor piu’ titanica. All’origine erano 4,6 miliardi di euro per i dieci anni di costruzione, con l’aggiunta di 4,8 miliardi per i 20 anni di esercizio. Siano ormai fuori lista di 15 milardi di euro, a causa di una nuova concezione del reattore e dell’arricchimento dei materiali.


