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Centro Diurno Don Minzoni

Abbiamo ricevuto il comunicato stampa del
“Comitato famigliari degli utenti Centro Diurno Don Minzoni”
potete scaricarlo da qui Comunicato stampa Don Minzoni

Domani mercoledì 27 Gennaio 2010 si terrà una riunione di maggiornaza su questo tema.

3 comments to Centro Diurno Don Minzoni

  • pino

    capisco la delicatezza dell’argomento, è sempre difficile parlare di sanità e in questi casi , di malati psichici lo è ancora di più.
    senza competeza alcuna la prima cosa che mi viene in mente è un tentativo di salvaguardare il posto eil ruolo di chi fino ad ora ha operato nella struttura con i malati e i parenti.
    il buon lavoro espresso fino ad ora fa si che non si voglia abbandonare nè gli operatori sanitari, nè la struttura, considerando che le palazzine dell’usl non sono l’anticamera dell’inferno e a mio avviso collocate in un punto di facile accesso e quasi…… in centro città.
    non conosco i piani e le politiche dell’USL, ma non credo che vogliano operare azioni contro gli assistiti, sarebbe illogico, la difficoltà ai cambiamenti è un fatto reale e approfondirò ulteriormante la mia conoscenza del problema, ma mi viene da considerare i punti di contrarietà da parte dei detrattori, alquanto “leggeri” e forse strumentali.

  • davide fabbri

    Rispondo a Pino: la mia contarietà al progetto AUSL non è leggera e strumentale; il tema della psichiatria, dei servizi delle comunità psichiatriche del territorio, delle eventuali delocalizzazioni di alcuni servizi, sono questioni che non possono essere delegate in toto alla Direzione Generale e al Dipartimento di Salute Mentale dell’A.Usl. La politica deve esercitare un ruolo importante in materia, ruolo che i Sindaci hanno delegato acriticamente all’A.Usl.
    La politica – con scelte appropriate – deve cercare di praticare iniziative di inclusione sociale, che cerchino di evitare ulteriormente la marginalizzazione dei servizi psichiatrici del territorio. Quello che sta accadendo per il Centro Diurno “Don Minzoni”, è esattamente il contrario di queste nostre proposte. E questo non è un caso isolato di scelte sbagliate dell’A.Usl. E’ già accaduto nel febbraio del 2008, col trasferimento dei servizi residenziali – prima presenti nella struttura socio-riabilitativa di via Don Minzoni – in una zona estremamente periferica: via Ficchio a Martorano di Cesena.
    Su questo sbagliato trasferimento, posi una sollecitazione alla politica della Giunta comunale di G. Conti il 20 febbraio 2008, tramite interpellanza, cercando di evitare di incrementare fenomeni di disagio sociale, proponendo eventualmente il trasferimento dei servizi in pieno centro storico, a stretto contatto con la città, in alcuni locali allora vuoti del ROIR in via Strinati. Verdi inascoltati, altra battaglia persa. Se l’obiettivo è il bene delle persone deboli e non il risparmio economico, tali servizi devono essere integrati all’interno del tessuto urbano della città, evitando ghettizzazioni o marginalizzazioni in ambienti ospedalizzati. Il dramma è che queste scelte dell’A.Usl, paiono essere fatte sulla base di valutazioni squisitamente economiche; la riduzione potenziale dei costi del personale e della nuova struttura presso le palazzine dell’Ospedale Bufalini, rispetto all’attuale Centro Diurno, comporterà ricadute negative sulla qualità del servizio. La politica va incalzata su questi temi.
    Davide Fabbri dei Verdi di Cesena

  • stefano angeli

    caro Pino, se ho preso da subito posizione contro la chiusura dei centri diurni di igene mentale è perchè conosco operatori e attività e ritengo deleterio interrompere il rapporto umano creato negli anni tra malati e personale della cooperativa, così come ho dei dubbi che le stesse attività si possano svolgere in locali assai più angusti e senza il personale specializzato (anche da anni di pratica). Questo dovrebbe chiarire l’Ausl, ovvero come intende mantenere le attività fin’ora svolte nei centri in ambito ospedaliero, con che personale, come pensa di mantenere l’ambiente familiare creato neiu centri…tutte cose che non è necessario essere psichiatri per capire quanto siano importanti per pazienti di questo tipo.

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