Mentre ancora fervono i commenti sul caso Boffo-Feltri e gli italiani misurano ora la spregiudicatezza del secondo certamente ispirato dal Premier o la sofferenza del dott. Boffo, e gli stessi politici parlano di “clima da Trovatore”o di killer aggio politico, e” chi la fa l’aspetti”, anche noi dell’Italia dei Valori, da poco ammessi nell’agone politico cesenate, ci permettiamo di esprimere il nostro punto di vista che ci vede sicuramente al fianco dell’ex direttore di Avvenire. E non solo per lo stile, l’alacrità, l’intelligenza con cui ha diretto l’Avvenire tanto da farne in pochi anni un bel giornale o perché con la sua presenza, ha vivacizzato le rare serate culturali di Cesena. Ma soprattutto perché proprio il suo caso ci permette di fare alcune precisazioni e qualche distinguo sul modo di intendere e di praticare l’opposizione, in particolare di un tipo di opposizione dal carattere fortemente negativo riassunto dall’ antiberlusconismo, da sempre appannaggio dei dipietristi a dimostrazione della loro incapacità politica. La riprova di ciò in una delle tante frasi di Dario Franceschini quando in giro per l’Italia ha affermato che esiste un antiberlusconismo stupido ed uno intelligente. Non ci vuole molto a capire a chi si riferiva Franceschini, dal momento che lo sport preferito dalla sinistra è linciare Di Pietro. Metterlo alla berlina, smontarne l’originalità e la serietà delle sue critiche fino a predirne la prossima sparizione del partito da lui stesso fondato. A questo punto, a noi pare un obbligo fermarsi e fare qualche riflessione proprio sull’antiberlusconismo questa volta non di Di Pietro, ma della stessa sinistra. Da quello afasico, morbido di Veltroni a quello più diretto di Franceschini, all’ultima trovata dell’antiberlusconismo del quotidiano La Repubblica che da mesi ci informa quotidianamente sui gusti e le perversioni sessuali dell’utilizzatore finale, ovvero il nostro premier. E’ questo forse l’antiberlusconismo intelligente a cui alludeva Franceschini? Attaccare rivelando stranezze, oscenità, ponendo domande, riportando giudizi dei commentatori stranieri anche questi riferiti unicamente alla sfera privata di Berlusconi e tutto ciò quotidianamente fino ad indurre noi, fino alla nausea in chi giustamente pretenderebbe ben altri argomenti da un grande quotidiano come la Repubblica? Chi pretenderebbe per esempio più informazioni sul caso Mills di cui non si parla quasi più. Come lamentarsi allora del killer aggio operato su Boffo quando per giorni e giorni siamo stati informati sulla spazzatura di classe che albergava nella reggia massonica di Berlusconi, con particolari osceni, superbe fanciulle che sicuramente avranno strappato commenti compiaciuti o invidiosi nei lettori maschi ma che nulla dicevano sulla pericolosità di Berlusconi per l’Italia. Che alla fine stuzzicavano la curiosità, ma non portavano ad indignarsi perché l’antropologia degli italiani è cambiata da un pezzo e se davvero Berlusconi rappresenta il peggio dell’italianità, l’unico commento è dire con Moretti “ve lo siete meritato Alberto Sordi”. Insomma a noi dell’Italia dei Valori non risulta che debba esistere un antiberlusconismo stupido e uno intelligente, ma pensiamo che deve essere il discorso politico ad avere la priorità in un’opposizione vera. Ed è perciò che certamente apprezziamo il nostro antiberlusconismo, l’antiberlusconismo di Di Pietro fatto solo e solamente di pandette, articoli della Costituzione, Referendum e null’altro. Così ora, mentre l’incendio divampa, l’autoritarismo di Berlusconi si accentua sempre più e l’autunno si avvicina, noi che abbiamo partecipato a tante battaglie con Di Pietro, raccolto firme con passione ci chiediamo se con tutto ciò davvero la Corte Costituzionale boccerà più il lodo Alfano.
ZINA RIGHI – DIRETTIVO IDV FORLI’-CESENA




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